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9 luglio 2015

Regole e cafoni

Oggi Gad Lerner nel suo blog stigmatizza  il fatto che al sindaco di Messina, persona intelligente, capace e con molte cose da dire, sia stato impedito l’ingresso al Senato in quanto si è presentato con una T-shirt e non in giacca e cravatta come prevede il regolamento.

Non sono d’accordo con Gad (penso che ciò anche se lo sapesse non gliene farebbe un baffo) per due motivi.

Il primo è l’educazione che mi hanno dato i miei genitori: mio papà, persona dolce e intelligente mi ha insegnato che se esiste una regola va rispettata anche se uno non la condivide.

Il secondo motivo sta forse nella mia età, fin da bambino mi sono trovato di fronte a regole di comportamento e di decoro che, anche se in alcuni casi non erano esplicite ma dettate dall'uso, andavano rispettate. Alle elementari avevo il grembiule nero con il colletto rigido e il fiocco blu, da Boy Scout vestivo la divisa regolamentare, al liceo andavo con la cravatta, mi sono laureato e ho dato l’esame di stato in giacca e cravatta, da alpino ho vestito la divisa facendo anche attenzione che fosse in ordine, mi sono sposato e sono andato al matrimonio di mia figlia vestendo sobri vestiti interi, quando vado da un medico metto la giacca. E non mi sono mai sentito represso per ciò, semplicemente mi era chiaro che dovevo rispettare un codice più di rispetto che di comportamento.

Capisco che l’Italia sta dando però ragione a Lerner, senz'altro nei comportamenti: MatteoSalvini si presenta al Parlamento Europeo con una felpa stracafona con su scritta una delle sue perle di saggezza, Marchionne, l’immaginifico salvatore di imprese straniere, si presenta davanti al Papa in visita a Torino con il suo immancabile maglionne (spero ne avrà più di uno per poterlo lavare ogni tanto).Uno può riconoscere o meno l’autorità del Papa, essere credete, agnostico, ateo o di un’altra religione, ma trovo che sarebbe per lo meno ben educato presentarsi davanti all'ospite vestito in maniera un po’ formale. D’altronde Papa Francesco aveva avuto una giornata pesante e pur amando essere creativo mica si è presentato con la tuta Adidas e le espadrillas ai piedi.

Presentarsicon un abbigliamento congruo è una questione di rispetto verso l’ambiente incui ci si trova, verso gli altri e soprattutto verso se stessi


  


Nota: nelle ultime ore diversi commenti al testo di Gad Lerner sono favorevoli a quanto detto sopra. Non tutto è perduto!



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permalink | inviato da giorgio egidio il 9/7/2015 alle 18:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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