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Diario
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15 luglio 2015

Giustizia è fatta!



New Horizons è arrivata suPlutone dopo un lungo, pericoloso e veloce viaggio! Questo risultato è lagiusta ricompensa per Clyde Tombaugh, astronomo semi-dilettante ma pervicaceche dopo aver scoperto Plutone nel 1930 venne allontanato dal Lowell Observatoryperché non abbastanza blasonato. Ora le sue ceneri, a bordo della navicella NewHorizons, hanno sorvolato veloci il ‘suo’ pianeta (o planetoide, o oggettoceleste, o pianeta nano ...) ed è il primo essere umano che sta viaggiandoverso lo spazio profondo. Basta aspettare e poi uno i risultati li ottiene!

30 aprile 2011

Voyager

     

Il satellite artificiale Voyager 1 sta oltrepassando i confini del Sistema Solare e si sta tuffando in un viaggio attraverso lo spazio profondo che lo porterà nei pressi di una stella relativamente vicina a noi. Molte difficoltà lo attendono: l’attraversamento di sue fasce relativamente affollate di meteoriti giganteschi e di comete congelate che si muovono a velocità impressionante cercando di schiacciarlo, poi i pericoli ignoti dello spazio esterno.

Voyager è stato lanciato dalla NASA nel settembre del 1977 e in questi 34 anni ha continuato a effettuare esplorazioni e a comunicarne i risultati alla Terra mediante una fonte di energia di potenza analoga a quella assorbita da una lampadina da frigorifero (per inciso: se riusciamo a esplorare lo spazio con una lampadina, molto probabilmente la tecnologia, se ben indirizzata, sarebbe in grado di renderci un po’ meno spreconi sulla Terra).

Il Voyager porta un messaggio rivolto a una qualche intelligenza aliena: si tratta di una collezione di immagini e messaggi sonori che vanno dai concerti Brandeburghesi di Bach al canto delle balene a un saluto espresso in una cinquantina di lingue parlate sulla Terra. Sono incisi in una sorta di long playing metallico, l’alieno destinatario del messaggio dovrebbe capire che quel disco contiene registrazioni analogiche, ascoltabili facendo ruotare il disco a 16 giri al minuto su un impianto HiFi chiaramente alieno (auguri! Io non riesco più ad ascoltare la mia collezione di LP a 33 giri, perché qui sulla vecchia Terra praticamente non esistono più dei giradischi).

Una volta che l’alieno destinatario della comunicazione, essendo intelligentissimo e tecnologicamente avanzatissimo come tutti gli alieni degni di questo nome, riuscirà ad ascoltarlo, si troverà di fronte al classico messaggio in bottiglia del naufrago che però nel frattempo è annegato. Infatti il Voyager nei 34 anni impiegati per uscire dal Sistema Solare ha percorso circa un seicentesimo di anno luce, per percorrere i circa 4,6 a.l. che lo separano dalla stella più vicina, gli occorreranno quasi 100.000 anni, nel frattempo chiaramente la nostra razza si sarà estinta, aiutata dai disastri ambientali che l’umanità si sforza di produrre e facilitare. A quel punto all’alieno non rimarrà che ascoltare la malinconica compilation di rumori della Terra, il canto delle balene e il barrito dell’elefante, dopo che con i suoi strumenti sofisticatissimi sarà riuscito a ripulire il disco dai fastidiosi rumori prodotti dai concerti Brandeburghesi e dalle sonate per clarino di Mozart.

Buon ascolto, Alieno! 
                              

               

    


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permalink | inviato da giorgio egidio il 30/4/2011 alle 16:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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