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22 novembre 2012

Un giapponese al Regio di Torino

           

Nel precedente post avevo scritto a proposito della Carmen al teatro Regio di Torino che la messa in scena non mi era piaciuta per niente, che avevo trovato la regia gratuitamente ‘scandalosa’, che il coro mi era sembrato mal utilizzato, ma anche che l’opera era ben cantata e soprattutto ben diretta del maestro giapponese Yutaka Sado, molto noto in patria e che ha diretto importanti orchestre sinfoniche in Europa, ma senza grande esperienza come conduttore di lirica. Ciononostante era apparso molto attento e sicuro, oltre che piacevolmente comunicativo, tanto da essere il più applaudito a fine spettacolo nelle chiamate sul palco.

Questa mattina il Teatro Regio ha comunicato che il maestro Yutaka Sado, oltre che per il successo nella direzione della Carmen anche per “l’enorme entusiasmo di pubblico ottenuto con l’esecuzione della Rapsodia sopra un tema di Paganini di Serge Rachmaninoff … e della Sinfonia n° 8 in do minore op. 65 di Dmitrij Šostakovic” è stato nominato nuovo direttore principale ospite della Filarmonica ‘900 e questa è un’ottima notizia per gli amanti della musica di Torino.

                              





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permalink | inviato da giorgio egidio il 22/11/2012 alle 23:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

17 novembre 2012

Carmen al regio di Torino

 

Riparte la stagione del Regio di Torino, con garbate polemiche sussurrate come si conviene alla capitale sabauda: qui non è patria di loggionisti, qui si dissente con alzata del sopraciglio, con l’applauso un po’ troppo tiepido, con un contenuto sospiro alzando gli occhi al cielo.

E di occhi al cielo secondo me in questa Carmen con la regia dello spagnolo Bieto ce ne sono da alzare. L’azione si svolge negli ultimi anni del regime franchista, Carmen, la bella gitana amante della libertà è stata trasformata decisamente in una prostituta, come prostitute sono le sue amiche gitane Frasquita e Mercedes condotte a battere da due squallidi lenoni, che secondo il libretto dovrebbero essere due contrabbandieri. Il coro è costretto ad agitarsi in scena tra urla e schiamazzi, scene di sesso mimato tra i protagonisti e buon ultimo, ad animare l’ultimo entracte, brano musicale che introduce la tragica conclusione della vicenda di Carmen, un ballerino nudo totalmente fuori contesto.

Io non sono contrario a priori all’attualizzazione dell’ambiente dei melodrammi, anzi ogni tanto si sono viste opere la cui trasposizione di tempo ne ha arricchito la trama, ma questa Carmen mi ha profondamente deluso, ed è un peccato perché era molto ben cantata, la mezzosoprano Giuseppina Piunti è stata una piacevole sorpresa, sicura e dal bel timbro vocale, così come il tenore Carlo Ventre e la direzione del maestro giapponese Yutaka Sado ha ben interpretato le quasi tre ore di musica di Bizet.

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