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Diario
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23 febbraio 2012

Ultime sul neutrino

                   

Povera Mariastella Gelmini, diventata famosa sulla stampa scientifica internazionale per aver prima rivendicato il merito di aver finanziato, peraltro a costo irrisorio, la realizzazione del tunnel più lungo del mondo per farci viaggiare i neutrini più veloci della luce, poi per essere stata costretta a confuse scuse e finti licenziamenti di funzionari ignoranti. Adesso si prende una rivincita e gongola su Twitter: “Mi consolo, non ero solo io a sbagliare”.

Infatti ieri  un articolo della prestigiosa rivista Science e un’imbarazzata dichiarazione rilasciata all’Ansa dal direttore  del progetto Opera, Antonio Ereditato, hanno rimesso le cose a posto: il neutrino viaggia alla sua canonica velocità. Quanto rilevato negli esperimenti resi pubblici a settembre era dovuto a un banale errore di collegamento di un pezzetto di fibra ottica che falsava il tempo del viaggio dal Cern al Gran Sasso.

Per ora è salva la relatività di Einstein, sono gongolanti i numerosi scettici nella comunità scientifica, non dovrebbero essere possibili imbarazzanti paradossi quali quello dell’effetto che precede la causa. Ma… il progetto Opera va avanti e forse il tunnel-Gelmini tornerà di nuovo utile.

    




permalink | inviato da giorgio egidio il 23/2/2012 alle 17:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

7 febbraio 2012

Perle di saggezza

                       

A parziale completamento del suo “sono ancora fermi al posto fisso accanto ai genitori” vorrei permettermi di suggerire al ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri alcuni spunti per possibili future esternazioni:

  1. Non ci sono più le mezze stagioni
  2. Ai miei tempi si guardava un’ora la Tv dei ragazzi poi si andava a fare i compiti
  3. Noi avevamo di meno ma ci accontentavamo di più
  4. Non ci sono più le ragazze / i ragazzi di una volta
  5. È meglio invecchiare ricchi e sani piuttosto che poveri e malati
  6. Non ci sono più i ministri di una volta
                                               


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permalink | inviato da giorgio egidio il 7/2/2012 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

3 febbraio 2012

Leonardo a Torino

                
Alla reggia di Venaria Reale è in corso la mostra “Leonardo, il genio e il mito” in cui sono esposti disegni di Leonardo provenienti in massima parte dalla Biblioteca Reale di Torino. Il pezzo forte della mostra è l’autoritratto ben noto agli italiani diversamente giovani, essendo stato il logo delle prime preziosissime banconote da 50.000 Lire.   
 
                                            
      
                                      
                                                                                

L’evento è stato di grande richiamo e, come sempre in questi casi, ho aspettato gli ultimi giorni per visitarlo, sperando di evitare code e ressa. Ho telefonato a Venaria la settimana scorsa e mi è stato consigliato di fare  una prenotazione per evitare di non riuscire ad entrare. Nel sito della Reggia ho prenotato la visita per giovedì nel primo pomeriggio e due giorni fa mi è arrivata una e-mail di conferma con il modulo da esibire alla cassa. Tra le altre avvertenze il documento di prenotazione recitava anche:

In considerazione dell’eccezionalità dell’evento e delle straordinarie misure di sicurezza e

conservazione necessarie per le opere esposte in mostra, l’accesso è consentito ad un numero

massimo di 120 visitatori ogni mezzora.

Per evitare eventuali code ed attese Vi invitiamo a rispettare l’orario d’ingresso indicato sulla vostra

prenotazione e a presentarvi con i codici di prenotazione 20 minuti prima presso la Biglietteria

Juvarra.

Nella notte tra mercoledì e giovedì l’inverno ha fatto la sua comparsa a Torino con neve e temperature insolitamente rigide che hanno fatto gelare le strade rendendo la viabilità problematica. Ciò nonostante io e mia moglie abbiamo raggiunto Venaria (devo confessare con 10’ di ritardo sui 20’ di anticipo) e lì abbiamo vissuto un’esperienza unica. La mostra è ospitata nelle scuderie Juvarriane della Reggia e l’enorme parcheggio era un deserto immacolato. Posteggiata l’auto davanti al cancello d’ingresso   abbiamo poi dovuto faticosamente raggiungere la biglietteria percorrendo un lungo tratto all’interno dei giardini della Reggia: evidentemente nessuno aveva previsto la necessità di un servizio di spazzaneve, per cui siamo stati costretti ad arrancare nella  neve fresca.

Con i piedi bagnati siamo finalmente entrati nella mostra e ci si è presentato uno scenario irreale: eravamo gli unici due visitatori (se ne aggiungeranno altri due circa un’ora dopo). A questo punto i tempi per la visita draconianamente stabiliti dall’organizzazione si sono rivelati inutili, per cui abbiamo potuto esplorare i disegni nei dettagli, con calma e alla distanza che ci pareva ottimale, condizioni che si presentano difficilmente nelle mostre d’arte, ma che si sono rivelate ottimali, in quando le opere, più volte viste su libri, sono molto piccole e Leonardo, oltre che un indiscusso genio evidentemente era anche  molto sparagino, per cui su un foglietto riusciva a farci stare un volto umano, lo schizzo di una macchina da guerra, sue considerazioni scritte, ecc. Solo esplorando a un palmo dal naso l’opera è possibile analizzarla compiutamente ed è chiaro che fossero state presenti le 120 persone previste, ciò non sarebbe stato possibile.

                             

L’uscita dalla mostra ha riservato un’altra emozione unica: percorrere la sterminata navata interna della Citroniera deserta, da soli. Raggiungere l’esposizione è stato faticoso e molto disagevole, ma tutto sommato ne è senz’altro valsa la pena.


           

(N.B. questa chiaramente non è una foto scattata ieri: gli spazi sono questi, ma il sole non c'era)

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