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30 maggio 2011

Disabili: il diritto alla mobilità

 

              

Ancora un esempio di scarsa fantasia? elasticità? umanità? nell’applicazone di regole che mal si adattano ai diritti e alle necessità di un disabile.

In Italia da qualche anno alcune leggi, sia a livello nazionale che locale, cercano di porre dei principi per salvaguardare i diritti delle persone disabili; nella maggioranza dei casi sono leggi ben fatte, alcune rappresentano addirittura un’eccellenza del panorama europeo. Ma ….

Ma purtroppo spesso ancora una volta Goethe dimostra di aver avuto ragione quando disse che contro l’umana stupidità anche gli dei (e le leggi degli uomini) nulla possono.

Torino è una città abbastanza all’avanguardia nello sforzo di garantire la mobilità ai disabili: moltissimi mezzi pubblici sono dotati dellai pedana mobile per il carico e scarico delle sedie a rotelle alle fermate. Giustappunto: alle fermate. In centro molte fermate sono rimaste quelle realizzate per i tram, una sorta di ‘isole’ molto rialzate rispetto al piano stradale, per permettere di salire agevolmente (con le proprie gambe) sulle vetture.

Nei giorni scorsi una persona in sedia a rotelle è salita su un autobus dotato di pedana elevatrice, ma arrivata a destinazione si è accorta che la fermata era una di quelle ‘storiche’, rialzata e senza scivolo. Chiedeva al conducente di farla scendere per favore subito dopo la fine dell’isola rialzata dove si trovava un passaggio pedonale. Il conducente si rifiutava in quanto il regolamento non glielo permetteva. La signora ha proseguito per la successiva fermata, che si è dimostrata essere analoga alla precedente (e analogo rifiuto “sa, il regolamento … “). A questo punto la signora, onde evitare di completare il periplo della città,  si è fatta calare sull’isola rialzata e ha cercato di risolvere la sua situazione di cast away urbana chiamato al telefono prima l’azienda trasporti torinesi, poi i vigili urbani che hanno dichiarato la propria comprensione nei confronti della naufraga, ma le hanno anche spigato che questo tipo di salvataggio non rientrava nei loro compiti, almeno in quelli immediati.

Ma per fortuna siamo in Italia e qui da noi c’è la Benemerita. È bastata una telefonata ai Carabinieri  e una volante è prontamente accorsa, il suo equipaggio ha garantito alla sedia a rotelle e alla sua occupante di scendere senza danno i 30 cm del gradone della fermata e di allontanarsi zigzagando felice tra le barriere architettoniche della capitale subalpina.

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